GaySha

2014. Accademia Albertina, Torino — Performance live di Elena Tortia, Chiara Bagnasco, Loredana Cascione.

«L’intera azione verte sul significato della parola geisha. Dopo l’ultima legge varata in Russia dal presidente Putin il 26 gennaio 2013, a favore della campagna contro gli omosessuali, che prevede sanzioni e pene per chi manifesta in pubblico la propria omo-sessualità o ne parla, anche solo, con i minori, la performance GaySha cerca di dare una forma alla parola. Tre donne propongono un’opposizione apparente o una resistenza pacifica, mentre una di esse cerca l’avvicinamento con un suono. La parola è Geisha: Gay e Sha, che in Russo significa “NO”, diventa sinonimo di forte opposizione e contrasto. Tale gesto cerca di essere ripetuto per 434 volte: tanti quanti sono stati i voti di approvazione della legge alla camera russa. Il tempo, della ripetizione, viene accentuato dalla terza persona nel mezzo, che, dopo l’azione, esce dallo spazio e su un foglio bianco, scrive la parola Gay. La totalità delle scritte comporrà con i colori delle lettere la bandiera russa.»